sabato 14 agosto 2010

Compleanno


Alla mia cara nonna, che oggi ha festeggiato il compleanno, un secolo di auguri: sono 101!!!

sabato 19 giugno 2010

Ricordi di scuola

18 giugno: consegna schede di valutazione, si chiude un ciclo. Uno scambio di battute con il collega: “Mi sembra di aver chiuso un capitolo… mi mancano già tutti… a settembre… vedremo…”. Poi arrivano i ragazzini, con i genitori, alla spicciolata e c’è tutto il tempo per guardare assieme le foto della prima, per rivivere ricordi, per sorridere su quel che è stato.
F. ci consegna una busta: “Adesso che mi avete dato la pagella posso darvi questa lettera, nessuno può dirmi che l’ho scritta per i voti”.
“Ricordi di scuola.
Cari maestri,
ormai questi cinque anni di scuola se ne sono andati e io purtroppo non sarò più un vostro alunno e a me questo dà un forte dispiacere al cuore perché non potrò mai più sentire le vostre fantastiche lezioni.
E come passerò le ricreazioni senza di voi tra ridere e scherzare?
Io ho un segreto da svelarvi che non ho avuto il coraggio di dire neanche al mio diario, questo è… che per me siete come lontani parenti.
Voi siete stati sempre gentili e disponibili a fare qualsiasi cosa, infatti mi avete sempre aiutato a superare gli ostacoli più difficili di questi cinque anni.
A volte con il maestro Umberto pensavo che noi, V A, rischiavamo che il dirigente, che voi in classe chiamate “capo”, aprisse la porta nelle ricreazioni e ci scoprisse a vedere i film con la Lim.
Le prime cose che mi avete insegnato sono state quelle di leggere, scrivere, calcolare; all’inizio questi tre insegnamenti erano difficili, ma con il passare del tempo sono diventato bravo.
Mi ricordo ancora il primo giorno di scuola, quando voi vi siete presentati e il maestro Giuliano ci ha cantato in inglese la canzone “il ragnetto e la pioggia”.
Questi sì che sono ricordi!
Non mi dimenticherò mai dei vostri sorrisi dolci e splendenti.
Spero di ricevere una bella pagella per passare alle medie.
Le medie mi fanno paura perché non voglio essere bocciato e deludere me e voi che avete fatto molta fatica per insegnarmi molte cose.
Voi resterete nella mia testa e soprattutto nel mio cuore.
NON MI DIMENTICHERO’ MAI DI VOI!!! Soprattutto voi, maestra Katia, maestro Giuliano e maestro Umberto.
Ciao!”

Il magone cresce quando altri alunni ci dicono: “Maestri, avete detto ai prof. che devo aiutare A. e di mettermi in classe con lui?” (A. è un bambino con una certificazione). “Non preoccupatevi per… ci pensiamo noi, anche sulla corriera”. “Torneremo a trovarvi…” e l’attenzione per il/i compagno/i è condivisa dai genitori. Frasi spontanee, sincere… la scuola non è solo il luogo dell’apprendimento ma anche e soprattutto della relazione.
Sulla scheda di valutazione di un alunno con gravi difficoltà abbiamo scritto: “…ha dimostrato grande desiderio di imparare e tenacia nell'affrontare le difficoltà incontrate. E' maturato nell'autonomia personale e nella consapevolezza di sè, riuscendo a stringere relazioni significative all'interno del gruppo classe e a percepirsi come persona portatrice di talenti…”: questo per me è il senso della scuola.

domenica 25 aprile 2010

25 aprile

Libertà, democrazia, costituzione: l'alba sulle nostre montagne

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.”
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)

giovedì 22 aprile 2010

Auguri a Rita Levi Montalcini

Auguri a Rita Levi Montalcini che compie oggi 101 anni.

mercoledì 21 aprile 2010

Disturbi di apprendimento

Le TIC offrono molte opportunità nei contesti di apprendimento, soprattutto con alunni con difficoltà o disturbi di apprendimento.
Nel corso della mia formazione ho trovato in rete materiale utile ai seguenti link:
BiblioAID - BiblioAID - Home Page
Biblioteca digitale dell'Associazione Italiana Dislessia "Giacomo Venuti"

Balabolka
Programmi gratuiti in alternativa a Carlo

Nuove_tecnologie_e_DSA.html
Cd gratuito da scaricare, software per l’apprendimento

http://lnx.istruzioneveneto.it/sito_dislessia/

sabato 17 aprile 2010

Buon compleanno ad Arianna e Anna



17 aprile 1992: con diciotto giorni di ritardo rispetto alla data prevista, venerdì 17, venerdì santo, alle 8.27 strinsi tra le braccia la mia primogenita, Arianna.
17 aprile 2002: a dieci anni di distanza esatti, arriva Anna, la mia nipotina.
Auguri, carissime, e per Arianna un pensiero speciale, perchè oggi ha raggiunto il traguardo della maggiore età.

SUL TEMPO

E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo.
E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.
(Gibran Kalhil Gibran - Il profeta)

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua



GESU’
E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio – Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli