sabato 9 febbraio 2008

L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani.



Ho seguito con interesse, alla radio, un intervento di Galimberti sul mondo giovanile. E’ una sintesi del suo libro “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani.”

I giovani soffrono non solo per difficoltà economiche ma soprattutto perché il futuro è diventato indecifrabile. Dice Galimberti: “Io da piccolo sapevo cosa dovevo fare, bastava che guardassi mio padre. La storia si ripeteva quasi ciclicamente, lenta”. Il futuro è indecifrabile un po’ per effetto della globalizzazione, un po’ perchè il denaro è diventato il valore simbolico di tutti i valori. Se il futuro è diventato indecifrabile non retroagisce come motivazione per l’impegno e per il lavoro. Manca la spinta motivazionale perchè non c’è un progetto, uno scopo realizzabile. Chiunque si muove se ha in vista uno scopo.

Galimberti punta il dito sul nichilismo che è il collasso di tutti i valori. Il nichilismo non è un inconveniente, la storia va avanti nascono nuovi valori. Il problema è che oggi non nascono più valori; l’unico valore è il denaro e il suo accaparramento.

Il primo collasso avviene in famiglia. I giovani hanno perso autorità dei padri, perché se non sono mossi da una prospettiva futura i padri devono diventare con loro contrattuali (es. promozione e motorino) e quando subentra la contrattualità l’autorità è finita.

L’analisi non risparmia la scuola, con insegnanti mal pagati e demotivati che guardano più i programmi ministeriali di quanto non guardino in faccia i loro studenti, li chiamino per nome e seguano i loro profili biografici. Certo, per mille euro non si può fare tutto questo, ma insegnare è questo.

Alternative non ce ne sono. Bisogna riacquistare eticità, resuscitare uno spirito etico. Bisogna che i politici diano esempio di eticità, di correttezza, di ricerca del bene comune. I giovani non si sentono coinvolti dai discorsi dei politici, perchè percepiscono che essi mirano soltanto ad accapparrarsi il “posto di lavoro” e di potere. Per fare trasformazione etica non basta una generazione, ci vuole un sollevamento morale notevolissimo.

Le droghe aiutano i giovani nella fuga dalla responsabilità? Le droghe “anestetiche” rispondono al bisogno: “Se io non centro nulla in questa società è meglio che mi anestetizzi.” Non è un caso che la nostra società lasci i giovani in stand by per anni (liceo, università, master, ecc.), per iniziare una professione non prima dei 30. Se la società fa a meno dei giovani, che sono il massimo della forza biologica, sessuale, ideativa, allora qual è il futuro della nostra società?

Analfabetismo emotivo. I giovani non riescono a fare il passaggio dall’impulso al sentimento, manca loro una sorta di educazione sentimentale che viene realizzata solo attraverso il procrastinarsi di una meta. Ad esempio, nei nostri ricordi, fare il filo ad una ragazza implicava attesa, lettere, telefonate, e produceva immaginazione, fantasia, ricerca di frasi, che era educazione sentimentale. Oggi si bruciano le tappe. Manca quindi il passaggio dall’impulso al sentimento e quando non c’è il sentimento, ma solo l’impulso, questo mi porta al gesto (gesto sessuale, bullismo, gesto violento…). Manca l’educazione del cuore.

Galimberti propone una teoria, l’etica del viandante, e consiglia ai giovani di incuriosirsi di sé. Se percepisco qual è la mia capacità, la mia virtù e poi la faccio fiorire, automaticamente mi trovo in una condizione di felicità, che è autorealizzazione. Il problema è che oggi i giovani né si incuriosiscono di sé, perché si svalutano, né si innamorano di sé, perchè non hanno amor proprio, e vivono solamente nella segnaletica dei gesti, dell’eccesso, dei più eclatanti, di quelli che più appaiono. Oltre questo, niente, ed è poco.

Musica giovanile. La musica è importante, ma è anche molto regressiva perché funziona sul modello 1-2, battere levare, tum-tum. Le discoteche sono costituite da questa musica, che è musica del ritmo del respiro, del cuore, del polso ma è quasi fisiologica, elementare, non è ideazione armonica né configurazione complessa. Essa suggerisce che stiamo regredendo ad un ritmo fisiologico, del respiro, del cuore. Anche questo è significativo perchè nelle discoteche non si può parlare.

L’arte del vivere passa attraverso la conoscenza di sé ed è un lavoro; per innescarlo è necessario avere una certa curiosità di se stesso. Da piccoli le prime scoperte incuriosivano i genitori. Se i genitori non si incuriosiscono, sono distratti, non apprezzano queste scoperte, non si crea un nucleo di identità postiva, un nucleo caldo dentro di sé per cui ci si apprezza per tutta la vita. Molti bambini e adolescenti vengono lasciati ore davanti alla tv, o affidati ad un esercito di baby sitter e i genitori si limitano a chiedere loro il voto preso a scuola: è il collasso della comunicazione, che fa sì che non si crei quel nucleo caldo per cui un individuo non si guarda addosso per non trovare quel nulla di cui è stato nutrito.

2 commenti:

Shiva ha detto...

Libro meraviglioso. Non sono più un giovane, ma lo ero 20 anni fa, e nessuno, ribadisco nessuno, ha mai descritto in modo così "perfetto" il malessere che stravolge la mente di un ragazzo...ma non solo dei ragazzi se ci pensiamo bene.
Ah pensare, che attività!

Fabio ha detto...

Devo dire che a me il libro ha molto impressionato, e ho apprezzato anche il riassunto qui sopra. Devo però notare anche che Galimberti libera noi giovani (ho 18 anni) da ogni responsabilità riguardo al collasso al nostro interno di ogni valore, mentre secondo me siamo corresponsabili di un crollo, davvero inquietante, dei pilastri della nostra vita